SAN VINCENZO FERRERI

   San Vincenzo Ferreri                              

 

Vincenzo Ferreri (in valenciano Vicent Ferrer; in spagnolo Vicente Ferrer; in italiano anche Vincenzo Ferrer; Valencia, 23 gennaio 1350Vannes, 5 aprile 1419) è stato un sacerdote spagnolo dell'Ordine dei Frati Predicatori e si adoperò particolarmente per la composizione dello scisma d'Occidente: è stato proclamato santo da papa Callisto III nel 1455.

 

Biografia

Di nobile famiglia valenzana, studiò filosofia e a 17 anni entrò tra i domenicani: proseguì gli studi presso la casa di formazione del suo

Francesco del Cossa, San Vincenzo Ferreri, Londra, National Gallery

Nascita

Valencia, 23 gennaio 1350

Morte

Vannes, 5 aprile 1419

Venerato da

Chiesa cattolica

Canonizzazione

Roma, 3 giugno 1455, da papa Callisto III

Ricorrenza

5 aprile

Attributi

Globo di fuoco, stella

 ordine a Barcellona, e poi a Lleida e a Tolosa, e dal 1385 insegnò teologia a Valencia.

Nel 1379 conobbe il legato pontificio presso la corte di Pietro IV di Aragona, il cardinale Pedro de Luna, spinto dal quale divenne un sostenitore del papa avignonese, Clemente VII, che si opponeva ad Urbano VI.

Pedro de Luna, eletto Papa nel 1394 dai cardinali avignonesi col nome di Benedetto XIII, lo scelse come suo confessore personale e consigliere e lo nominò Penitenziere apostolico: per umiltà, rifiutò la nomina a cardinale offertagli dal papa.

Nel settembre del 1398, durante l’assedio di Carlo VI di Francia (che non aveva riconosciuto l’elezione di Benedetto XIII) ad Avignone, Vincenzo Ferreri cadde malato: secondo una leggenda appartenente alla tradizione devozionale, sarebbe stato guarito miracolosamente da Gesù e dai santi Francesco e Domenico, che lo inviarono nel mondo a predicare, invitando i peccatori a convertirsi in attesa dell’imminente giudizio universale. Ottenuto il permesso di lasciare la corte pontificia e ricevuto il titolo di legato a latere, trascorse i successivi vent’anni della sua vita come predicatore in giro per l’Europa occidentale, ma soprattutto in Spagna, ottenendo, grazie alla sua abilità oratoria, al tono apocalittico dei suoi sermoni e alla fama di taumaturgo, numerose conversioni (soprattutto di musulmani ed ebrei).

Si impegnò soprattutto per comporre lo scisma d'occidente, dapprima tentando una mediazione tra Gregorio XII e Benedetto XIII, poi cercando di convincere Benedetto a rinunciare alla tiara e, di fronte al suo rifiuto, cercando di sottrargli l’obbedienza della Spagna.

L'occasione gli si presentò nel 1412 quando, morto senza eredi Martino I di Aragona, fu tra i giudici incaricati di stabilire la successione al trono (compromesso di Caspe): il trono venne assegnato al candidato sostenuto da Vincenzo, Ferdinando I di Aragona (il "Giusto"), che nel Concilio di Costanza si batté per la fine dello scisma e riconobbe l’elezione al soglio pontificio di Martino V Colonna, mettendo fine ad ogni pretesa di Benedetto XIII.

Morì nel 1419: papa Callisto III celebrò la cerimonia della sua canonizzazione il 3 giugno 1455, nella chiesa domenicana di Roma di Santa Maria sopra Minerva; il suo culto fu confermato da papa Pio II che, con bolla del 1458, fissò per la sua festa la data del 5 aprile. Il suo braccio sinistro si conserva nella Chiesa dell'Assunta, Castel Umberto (ME), Italia. Il suo braccio destro si conserva in New York City, NY, USA.

 

Opere e scritti

  • De moderno schismate, trattato teologico-canonico, che mira a dimostrare la legittimità di Clemente VII

  • De vita spirituali, trattato di spiritualità, probabilmente il più diffuso al termine del Medioevo

  • Sermones, dicorsi suddivisi secondo i tempi liturgici e del calendario

  • Fra gli scritti:

    • De supponitionibus dialecticis

    • Quaestio solemnis de unitate universalis

    • Tractatus novus et valde compendiosus contra perfidiam iudaeorum

    • Tractatus consolatorius in tentationibus circa fidem

    • Liber de sacrificio Missae

    • Ordinaçions y establisements pera la Confraria de la preçiosa Sanch de J. C., anomenada dels disciplinants

  • Fra gli opuscoli:

    • De suppositionibus terminorum

    • De unitate universalis

    • De moderno Ecclesiae schismate

Riferimenti iconografici

Le principali caratteristiche con cui è raffigurato san Vincenzo Ferreri si possono così riassumere:

  • col dito destro levato (segno che indica l'atto del predicare)

  • come l'Angelo dell'Apocalisse, con ali, tromba e una fiamma sulla fronte (segni del predicatore del Giudizio Universale)

  • con una banderuola o una bandiera, una colomba, il sole e il giglio (segni della predicazione della guerra santa)

  • sul pulpito

  • con un cappello ai suoi piedi (segno del rifiuto di san Vincenzo Ferreri alle cariche ecclesiastiche)

  • tra le nuvole o gli angeli

  • con un libro nella mano sinistra

  • con un crocifisso

  • con le rappresentazioni dei miracoli e di avvenimenti della sua vita

In Italia

  • Roma, predella del polittico di Francesco del Cossa, di Ercole de' Roberti (Musei Vaticani)

  • Roma, tela di Tiziano Vecellio con un santo domenicano (si ritiene che raffiguri san Vincenzo Ferreri)

  • Firenze, Crocifissione del Beato Angelico (Museo San Marco)

  • Firenze, lunetta di Bartolomeo della Porta (Museo san Marco)

  • Milano, tavola di Vincenzo Cicerchio (Museo del Castello)

  • Napoli, polittico del Colantonio (Chiesa San Pietro Martire)

  • Venezia, trittico di Giovanni Bellini (Chiesa Santi Giovanni e Paolo)

  • Bologna, tela di Donato Creti (Chiesa San Domenico)

  • Urbino, tela di Giovanni Santi (Palazzo Ducale)

  • Marsala, statua di Antonello Gagini (Chiesa Madre San Tommaso di Canterbury)

  • Trecate (NO), telo attribuibile a Giovanni Battista Costa (Chiesa di S.Martino)

  • Sassari, affresco seicentesco (Chiesa di S. Donato)

  • San Vito dei Normanni (Brindisi), statua lignea e statua in cartapesta settecentesche (Chiesa SS. Annunziata)

In Spagna

  • Segorbe, polittico del Colantonio

  • Valenza, dipinto di Francesco Ribalta (Chiesa del Collegio del Patriarca)

  • Valenza, tavola del Jacomart (Cattedrale): forse è la rappresentazione più impressionante, secondo Sadoc Bertucci: "il santo tiene nella sinistra un libro e nella destra una banderuola (o nastro) su cui è scritto: «Timete Dominum et date illi honorem, quia venit hora iudicii eius»"

In altri paesi europei

  • Londra, anta di un polittico di Francesco del Cossa (National Gallery)

  • Berlino, dipinto del Ghirlandaio (Museo)

Città Italiane di cui è Patrono o Compatrono

  • Amendolara (Cosenza)

  • Calamonaci (Agrigento)

  • Cannole (Lecce)

  • Celle San Vito (Foggia)

  • Castellumberto (Messina)

  • Fisciano (Salerno)

  • Gesualdo (Avellino)

  • Montebuono (Rieti)

  • Pietrabbondante (Isernia)

  • San Vito dei Normanni (Brindisi)

  • San Donaci (Brindisi)

 

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