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Sant'Eligio
(Chaptelat, 588 circa – Noyon, 1° dicembre 660) è stato un
vescovo franco. Fu un orafo e poi alto funzionario della
corte dei re merovingi.
La vita
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Sant'Eligio di Noyon |
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Petrus Christus,
Sant'Eligio nella bottega di un orefice,
New York,
Metropolitan Museum of Art |
| Nascita |
588 |
| Morte |
1º dicembre 660 |
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Venerato da |
Chiesa cattolica |
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Beatificazione |
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Canonizzazione |
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Santuario principale |
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Ricorrenza |
1º dicembre |
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Attributi |
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Patrono di |
fabbri, gioiellieri, garagisti, maniscalchi, veterinari |
Figlio di Eucherio e Terrigia,
era di umili natali e apprese l’arte dell’oreficeria a Limoges
presso il monetiere Abbone.
Secondo la tradizione, Clotario II gli avrebbe commissionato un
trono consegnandogli l’oro necessario per l’opera ed Eligio ne
avrebbe
realizzati due:
fortemente impressionato dalla sua perizia e dalla sua onestà,
il Re lo nominò orafo di corte e maestro della zecca.
Continuò a farsi promotore dell'arte orafa. La leggenda gli
attribuisce numerose opere (oggi in gran parte perdute): i vasi
sacri e altri arredi per le chiese parigine di Notre Dame
e Saint Denis, di Saint
Loup a Noyon, di San Martino a Limoges e per l'abbazia di
Chelles.
Sotto il successore di Clotario, Dagoberto I (629 – 639),
ricoprì la carica di tesoriere: fu anche incaricato di alcune
delicate missioni diplomatiche (ristabilì la pace tra i Franchi
e i Bretoni convincendo il re Giudicaele a dichiararsi suddito
di Dagoberto). Alla corte franca ebbe modo di conoscere numerosi
personaggi destinati ad essere proclamati santi, come Sulpizio,
Desiderio e Audoeno.
Si dedicò incessantemente ad opere di carità in favore dei
poveri e dei malati e finanziando il riscatto dei prigionieri:
finanziò la costruzione di numerose chiese e nel 632 fondò un
monastero a Solignac, a capo del quale pose l'abate Remaclo.
Dopo la morte di Dagoberto I, fu eletto vescovo della diocesi di
Noyon e Tournai nel 640 e venne consacrato il 13 maggio 641: si
dedicò alla conversione dei pagani ancora presenti nella sua
vasta diocesi (soprattutto nella parte settentrionale); promosse
il culto dei santi di cui rinvenì alcuni corpi (San Quintino,
San Luciano di Beauvais) e di cui avrebbe realizzato anche i
rispettivi reliquiari.
Il culto
Dopo la sua morte, sant'Audoeno redasse la
sua biografia; ispirandosi a questa anche Jacopo da
Varagine scrisse una sua vita, arricchendola di numerosi episodi desunti
da leggende popolari, che inserì nella Legenda Aurea.
È
patrono degli orafi, dei maniscalchi e dei
veterinari; (avrebbe miracolosamente riattaccato la zampa ad un cavallo), il
santo ebbe grande popolarità nel
medioevo; il
Martirologio Romano fissa per la sua memoria
liturgica la data del
1º dicembre.
Chiese
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Chiesa di Sant'Eligio degli Orefici a
Roma
-
Sant'Eligio dei Chiavettieri a
Napoli
-
Sant'Eligio Maggiore a Napoli
-
Santi Jacopo, Cristoforo ed Eligio ad
Altopascio
-
Parrocchia Sant'Eligio a Roma
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