SAN MICHELE ARCANGELO

   San Michele Arcangelo                              

 

Michele (ebraico מיכאל) è uno dei tre arcangeli menzionati nella Bibbia. Il nome Michele deriva dall'espressione "Mi-ka-El" che significa "chi è come Dio". L'arcangelo Michele è ricordato per aver difeso la fede in Dio contro le orde di Satana. Nel calendario liturgico cattolico si festeggia come San Michele Arcangelo il 29 settembre, con San Gabriele Arcangelo e San Raffaele Arcangelo.

 

San Michele Arcangelo

L'arcangelo Michele schiaccia Satana, Guido Reni, 1636

Venerato da Chiesa cattolica, Chiesa ortodossa, Islam
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Ricorrenza 29 settembre - 8 maggio
Attributi Ali, Spada, Bilancia
Patrono di Brigata paracadutisti "Folgore", Polizia, Radiologi, Droghieri

Michele nella Bibbia

Michele è citato nella Bibbia, nel Libro di Daniele 12,1, come primo dei principi e custode del popolo di Israele.

Nel Nuovo Testamento è definito come arcangelo nella Lettera di Giuda 9, mentre nell'Apocalisse di Giovanni 12,7-8 Michele è l'angelo che conduce gli angeli nella battaglia contro il drago, rappresentante il demonio, e lo sconfigge. Esso è implicitamente nominato in Giosuè 5:14-15 e in Zaccaria 3:2. Essendo qui chiamato Angelo Personale del Signore possiamo ritrovare la sua figura in Genesi 16:7 che rimanda a 1Corinzi 10:4 che a sua volta si ricollega a Esodo 3:2 e 23:21 che rimandano ad Isaia 9:5 e 63:9 per poi ritrovarsi in Giudici 2:1 e rivelarsi nel collegamento tra Malachia 3:1 e Marco 1:2 e Salmo 106:20 e Giovanni 1:1 testo CEI.

 

Michele nei libri non canonici

Nel Dizionario delle Creature spirituali di Giordano Berti (in I mondi ultraterreni, Milano 1998), sono riportati numerosi scritti apocrifi dell'Antico e del Nuovo Testamento in cui l'arcangelo Michele compare a vario titolo. Per esempio, nell'Apocalisse siriaca di Baruch è scritto che detiene le chiavi del Paradiso; nella Vita di Adamo ed Eva si dice che fu lui ad insegnare ad Adamo a coltivare la terra; nell' Apocalisse siriaca di Mosè detta ai figli di Adamo ed Eva i doveri rituali verso i defunti; nel Vangelo di Bartolomeo si racconta che fu lui a portare a Dio la terra e l'acqua necessarie a creare Adamo; nella Ascensione di Isaia si racconta che fu lui a rimuovere la pietra dal sepolcro di Gesù; nella Apocalisse della Madre di Dio accompagnò la Vergine in un viaggio infernale per mostrarle le pene a cui sono sottoposti i dannati.

 

Michele nell'Islam

Il nome di Mīkāʾīl (arabo: ميخائيل‎), o Mīkīl (arabo: ﻣﻴﻜﻴﻞ‎), è citato nel Corano alla sura II, versetto 92. È indicato come di pari rango rispetto a Jibrīl (Gabriele). Secondo la tradizione, assieme a quest'ultimo, avrebbe provveduto a istruire il profeta Maometto e, secondo un'altra tradizione, sua caratteristica sarebbe quella di non ridere mai.

 

Iconografia

L'immagine di Michele arcangelo sia per il culto che per l'iconografia, dipende dai passi dell'Apocalisse. È comunemente rappresentato alato in armatura con la spada o lancia con cui sconfigge il demonio, spesso nelle sembianze di drago. È il comandante dell'esercito celeste contro gli angeli ribelli del diavolo, che vengono precipitati a terra. A volte ha in mano una bilancia con cui pesa le anime (psicostasia).

Sulla base del libro dell'Apocalisse ne vennero scritti altri dedicati a Michele che finirono per definirlo come essere maestoso con il potere di vagliare le anime prima del Giudizio. L'iconografia bizantina predilige l'immagine dell'arcangelo in abiti da dignitario di corte (con il loron) rispetto a quella del guerriero che combatte il demonio o che pesa le anime, più adottata invece in Occidente.

 

In psicologia e nella gnosi

Nella psicologia gli angeli sono paragonabili alle passioni, cioè a stati d'animo intensi e persistenti; ad esempio la passione d'amore è raffigurata nella mitologia occidentale come l'angelo Eros che colpisce al cuore con una freccia.

Nell'Antico testamento sono menzionati solamente quattro angeli, che vengono identificati con il loro nome: Michele, Raffaele, Gabriele e Satana.

Il nome Gabriele significa: Kha-Bir-El = "Colui che brama - come l'acqua - Dio"; con il senso di indicare la passione di chi vuole ardentemente conoscere Dio, chi ha sete di Dio. È un angelo che appare all'asceta, e si ricorda ad esempio la sua apparizione a Maometto. Michele indica la passione di colui che difende a spada tratta la sua fede in Dio. Infine Satana indica la passione del credente che rinnega Dio, da cui l'espressione che "chi rinnega Dio cade nelle braccia di Satana". I tre angeli nominati nell'Antico testamento indicano quindi un percorso mistico che va dal desiderio di conoscenza di Dio (Gabriele), per andare alla fede (Michele) oppure per finire al rinnegamento della fede (Satana).

 

San Michele nella liturgia

Nella Messa tridentina san Michele è ricordato espressamente più volte. Innanzitutto è menzionato nel Confiteor primo fra i santi dopo la Vergine Maria. Lo si ritrova quindi nella preghiera di benedizione dell'incenso, in cui l'Arcangelo viene invocato come «colui che sta alla destra dell'altare dell'incenso». Secondo il celebre liturgista dom Prosper Guéranger san Michele potrebbe essere citato erroneamente al posto dell'arcangelo Gabriele, che viene menzionato dal Vangelo di Luca 1,19.[1]

Papa Leone XIII ordinò infine di recitare la Preghiera a San Michele in ginocchio davanti all'altare al termine di tutte le Messe, escluse quelle solenni.

 

Culto e tradizioni popolari

Il culto dell'arcangelo Michele (impropriamente ma tradizionalmente equiparato ad un Santo) è di origine orientale. L'imperatore Costantino I a partire dal 313 gli tributò una particolare devozione, fino a dedicargli il Micheleion, un imponente santuario fatto costruire a Costantinopoli. La prima basilica dedicata all'arcangelo in Occidente è quella che sorgeva su di una altura al VII miglio della Via Salaria, ritrovata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma nel 1996; il giorno della sua dedica, officiata con ogni probabilità da un Papa prima del 450, ovvero il 29 settembre, è rimasto fino ad oggi quello in cui tutto il mondo cattolico festeggia "San Michele". La basilica "in Septimo" fu meta di pellegrinaggi fino al IX secolo, quando il riferimento geografico della festa del 29 settembre risulta trasferito al santuario garganico e alla chiesa di Castel Sant'Angelo a Roma.

In Oriente san Michele è venerato con il titolo di "archistratega", che corrisponde al titolo latino di princeps militiae caelestis (principe delle milizie celesti) che compare nella preghiera a San Michele.

Alla fine del V secolo il culto si diffuse rapidamente in tutta Europa, anche in seguito all'apparizione dell'arcangelo sul Gargano in Puglia. Secondo la tradizione, l'arcangelo sarebbe apparso a san Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto l'8 maggio 490, ed indicatagli una grotta sul Gargano lo invitò a dedicarla al culto cristiano. In quel luogo sorge tutt'oggi il Santuario di San Michele Arcangelo - Celeste Basilica - (nel mezzo del nucleo cittadino di Monte Sant'Angelo), che nel Medioevo fu meta di ininterrotti flussi di pellegrini, i quali per giungervi percorrevano un percorso di purificazione lunga la Via Francigena.

Fin dal VII secolo i pastori pugliesi che si recavano in transumanza sulla Maiella portarono con loro il culto di San Michele Arcangelo. A Lettomanoppello a circa 750 mslm c'è un'ampia grotta in cui è collocata una statua in pietra del santo particolarmente venerata nei secoli passati da tutti i lettesi (abitanti di Lettomanoppello) che, ogni anno, l'8 di maggio si recavano in processione dal paese fino alla grotta per celebrarvi messa. Il particolare e suggestivo luogo non sfuggì neanche all'attenzione di Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, che ai piedi della grotta costruì una piccola cappella, oggi diruta, durante gli anni in cui viveva nel vicino eremo di Santo Spirito a Maiella nel territorio di Roccamorice. Ancora oggi, seppur in forma ridotta, l'8 maggio ci si reca in pellegrinaggio alla grotta di "Sant'Angelo" dove viene celebrata una Messa. Attualmente nella grotta è collocata una copia della statua in quanto quella originale, poiché di notevole valore storico-artistico (nonchè economico) dopo un tentativo di furto è custodita presso il Museo delle Genti d'Abruzzo a Pescara.

Nella vita di papa Gregorio I riportata dalla Leggenda aurea, si narra che durante una tremenda pestilenza, al termine di una processione con il canto delle litanie istituite dal papa intorno alla città di Roma, Gregorio vide apparire su Castel Sant'Angelo San Michele che deponeva la spada nel fodero, segno che le preghiere erano state ascoltate e che la terribile epidemia sarebbe cessata. Per commemorare l'episodio sul monumento fu eretta una statua raffigurante l'arcangelo.

Altro luogo di venerazione dell'arcangelo Michele è l'isolotto francese di Mont Saint-Michel. Qui, secondo la leggenda, l'arcangelo Michele apparve nel 709 a sant'Uberto, vescovo di Avranches, chiedendo che gli fosse costruita una chiesa sulla roccia. Il vescovo ignorò tuttavia per due volte la richiesta finché san Michele non gli bruciò il cranio con un foro rotondo provocato dal tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita. Il cranio di sant'Uberto con il foro è conservato nella cattedrale di Avranches.

Molto caro ai russi assieme all'arcangelo Gabriele e oggetto di diverse icone. Un monastero del XII secolo a lui dedicato, costruito sulla foce della Dvina, ha dato il nome all'intera città di Arcangelo, nel nord della Russia.

Il culto di san Michele fu assai caro ai Longobardi, e in Italia l'arcangelo Michele è patrono di molti paesi e alcune città.

Il culto fu caro anche a San Colombano ed ai monaci colombaniani di Bobbio, lo stesso santo monaco missionario irlandese fondò numerose chiese dedicati al santo nella sua opera evangelizzatrice in Europa ed eresse nel 615 l'Eremo di San Michele di Coli poco distante da Bobbio e dalla sua abbazia.

San Michele viene invocato per la buona morte ed è il protettore dei paracadutisti, commercianti, maestri d'arme, poliziotti, merciai, speziali, fabbricanti di bilance e schermidori.

La festa si celebra normalmente il 29 settembre, ma anche l'8 maggio, ricorrenza dell'apparizione.

In Italia san Michele è particolarmente venerato nelle seguenti località:

  • in Abruzzo: Ari, Arielli, Città Sant'Angelo, Lettomanoppello, Liscia, Roccacasale, Vasto, Villa Sant'Angelo, San Pelino (Avezzano);

  • in Basilicata: Pomarico, Sant'Angelo Le Fratte, Sant'Arcangelo;

  • in Calabria: Albidona, Cinquefrondi, Gallo (frazione di San Pietro in Amantea), Piscopio (frazione di Vibo Valentia), Platania (CZ), Rombiolo, Sangineto Lido (CS), San Nicola dell' Alto (KR) Santa Maria del Cedro, Isca Marina (CZ);

  • in Campania: Campagna, Casapuzzano (CE), Castellammare di Stabia, Maddaloni, Marcianise, Monte Faito, Olevano sul Tusciano, Ottaviano, Trivio di Castel San Giorgio, Padula, Piano di Sorrento, Procida[2], Sala Consilina, San Mauro La Bruca, San Michele di Serino, Sant'Angelo a Fasanella, Sant'Angelo all'Esca, Sant' Angelo a Scala, Sant'Angelo d'Alife, Sant'Angelo dei Lombardi, Sant'Angelo D'Ischia, Sant'Angelo Le Fratte, Sarno, Sassinoro, Solofra, Sturno, Valva;

  • in Emilia-Romagna: Argelato, Bagnacavallo, Novi di Modena, Roccabianca, San Michele di Morfasso, Santarcangelo di Romagna, San Michele dei Mucchietti, frazione di Sassuolo;

  • in Friuli: Cervignano del Friuli, San Giovanni al Natisone (località Bolzano);

  • nel Lazio: Aprilia, Castel Madama, Cerveteri, Montelanico, Morolo, Sant'Angelo in Trigillo, Saracinesco, Strangolagalli, Vallecorsa;

  • in Lombardia: Antegnate, Calvisano, Figino Serenza, Leffe, Magnago;

  • in Liguria: Albenga, Alpicella, Deiva Marina, Pieve Ligure, Pigna, Santo Stefano d'Aveto, Soglio di Orero (GE);

  • nelle Marche: Filottrano, Mondavio, Monte Urano, Montelparo, Monte Sant'Angelo di Arcevia, Rosora, Sant'Angelo in Vado;

  • in Molise: Sant'Angelo in Grotte, Sant'Elena Sannita, Roccaravindola, Colli a Volturno, Villacanale; Acquaviva Collecroce;

  • in Piemonte: Sacra di San Michele, Alto (Italia), Cuneo, Grinzano di Cervere (CN), Rastiglione, San Michele Mondovì (CN), Reala-Frazione di Corneliano d'Alba;

  • in Puglia: Bari, Cagnano Varano, Castrignano del Capo, Galugnano, Gravina in Puglia, Massafra, Minervino Murge, Mola di Bari, Monte Sant'Angelo, Montemesola, Neviano, Noha, Palese Macchie, Patù, Poggio Imperiale, San Marco in Lamis, San Michele Salentino, Supersano; Terlizzi, Orta Nova, Orsara di Puglia

  • in Sardegna: Alghero, Esterzili, Gonnostramatza, Badesi, Ollolai;

  • in Sicilia: Acireale, Caltanissetta, Canicattini Bagni, Grammichele, Montargano, San Michele di Ganzaria, Librizzi, Sant'Angelo di Brolo, Villasmundo, Motta Camastra;

  • in Toscana: Carmignano, Castiglion Fiorentino, Orciano Pisano, Pergine Valdarno, Pontassieve;

  • in Umbria: Bastia Umbra, Citerna, Corciano, Fratta Todina, Gualdo Cattaneo, Gualdo Tadino, Panicale, Polino;

  • in Veneto: Angiari, Candiana, La Valle Agordina, Montegaldella, Montemerlo (frazione di Cervarese Santa Croce), Quarto d'Altino, Selvazzano Dentro, Case (frazione di Malo);

Alla tradizione della Novena a San Michele Arcangelo in Grinzano, presso Cervere, appartiene questa lode:

« Oh Sant'Arcangelo, deh a noi discendi

d'ogni pericolo tu ci difendi
le nostre suppliche porgi al Signor
di questo popolo o protettor,

di questo popolo o protettor! »

 

Il Santuario di Monte Sant'Angelo

Il Santuario di San Michele Arcangelo a Monte Sant'Angelo (FG), detto anche "Celeste Basilica", fu decisivo per lo sviluppo della devozione all'Arcangelo e per la sua propagazione nell’Occidente europeo. Il culto micaelico, difatti, partì dall’Oriente bizantino e si insediò nell’Occidente latino soprattutto grazie al santuario garganico, che fu legato a vari protettori: Bizantini, Longobardi (dei quali l'arcangelo divenne il patrono nazionale), Normanni, Svevi, Angioini[3]; si costituirono altre analoghe istituzioni e strutture cultuali, poste sotto il suo patrocinio.

Il culto micaelico, così, superando la valenza religiosa, divenne un formidabile collante politico, testimoniato dal fatto che varie personalità politiche, religiose, militari abbiano nei secoli visitato la Montagna Sacra. Il santuario garganico fu importante anche per l’ampia frequentazione di pellegrini provenienti da varie parti d’Europa. Ciò è testimoniato dal passaggio attraverso San Michele nel Gargano di quel tratto della Via Francigena oggi chiamato “Via Sacra Langobardorum”, che proseguiva per la Val Susa, dove sorge l'imponente Sacra di San Michele, per terminare in Normandia. Tale percorso fu utilizzato, al contrario - dal Nord-Europa - come itinerario utilizzato per giungere a Bari e Brindisi per l'imbarco verso la Terra Santa.

 

Il culto Micaelico nel movimento nazionalista

Al culto di san Michele Arcangelo si richiama il movimento nazionalista antiebraico rumeno la Guardia di ferro fondato da Corneliu Zelea Codreanu proprio il 29 settembre. Anche in Italia il movimento politico Forza Nuova si richiama a san Michele Arcangelo. La cittadina di Aprilia, in provincia di Latina, ha in Lui il suo Santo Patrono. La sua ricorrenza, il 29 settembre, viene festeggiato con una festa di paese molto sentita e la bella cittadina di Orsara di Puglia ha numerosi luoghi legati al suo culto per questo san Michele Arcangelo è il suo patrono.

 

Note

  1. ^ dom Prosper Guéranger, O.S.B., Spiegazione della Santa Messa

  2. ^ Abbazia San Michele

  3. ^ a b c Italia Langobardorum. Centri di potere e di culto (568-774 d.C.). La descrizione dei siti. URL consultato il 03-10-2008

 

 

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