PRONTO SOCCORSO

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Abrasioni

Sono lesioni superficiali della pelle e delle mucose causate dall' azione di uno strumento tagliente o dallo strofinamento della cute contro qualsiasi oggetto.

Cosa fare:

1) porre a nudo la parte di pelle interessata dalla lesione;

2) pulire con delicatezza la pelle con una garza o un fazzoletto pulito imbevuti di una sostanza antisettica (particolarmente efficace è l'acqua ossigenata a l0 volumi);

3) le abrasioni di regioni molto ricche di vasi sanguigni (es. mani) possono determinare una persistente perdita di sangue; in tal caso tamponare la parte sanguinante con una garza imbevuta di acqua ossigenata per una quindicina di minuti;

4) bloccata la fuoriuscita di sangue è opportuno disinfettare la lesione con un batuffolo di cotone imbevuto di un disinfettante (alcool, citrosil, ecc).

Interventi da evitare:

1) non spalmare sulla lesione pomate o specialità a base di cortisonici o antibiotici o spolverare di penicillina;

2) non applicare cotone emostatico per fermare una perdita di sangue.

 

Colpo di sole e colpo di calore

Il colpo di sole può colpire soggetti esposti per lungo tempo alle radiazioni ultra violette solari (manovali, braccianti, bagnanti, ecc).

Le manifestazioni possono insorgere all'improvviso o dopo alcuni segnali premonitori (agitazione psicomotoria, senso di forte fiacchezza)

Il colpo di calore può interessare chi è costretto in ambienti chiusi con elevata temperatura, specialmente con aria satura di umidità (per es. addetti alle caldaie a vapore, a lavanderie, ecc).

Il soggetto presenta senso di prostrazione, difficoltà respiratoria, mal di testa, a volte vomito e vertigini.

Nel caso di colpo di sole la morte si verifica quando la temperatura interna raggiunge valori intorno ai 44 gradi, nel caso di colpo di calore, invece, si verifica una perdita di coscienza e coma se non si interviene con tempestività.

Cosa fare:

1. Portare fuori il soggetto dall'azione diretta dei raggi solari o dall'ambiente surriscaldato evitando che venga "soffocato" dall'assembramento di persone attorno al medesimo.

2. Distendere il soggetto sul dorso con la testa lievemente sollevata e allentare i vestiti (camicia, giacca, ecc);

Far bere moderatamente qualche bevanda fresca;

Trasferire l'interessato in ospedale.

Interventi da evitare:

1. non somministrare bevande alcoliche;

2. non provocare con le misure di raffreddamento una sproporzionata riduzione della temperatura corporea.

 

Annegamento

Il soggetto accusa un improvviso malore con perdita di coscienza.

È l'ultimo disperato atto respiratorio che provocherà una mortale inalazione di liquido con inevitabile asfissia. l

Norme preventive:

1. non bagnarsi da soli in un posto isolato, specialmente fiumi e laghi;

2. non bagnarsi a stomaco pieno (aspettare almeno due ore dopo un pasto leggero e almeno tre ore dopo un pasto completo);

3. non tuffarsi in acqua dopo prolungata esposizione al sole;

4. non restare troppo a lungo in acqua.

Cosa Fare in presenza di un soggetto in difficoltà:

raggiungere l'annegato preferibilmente con un natante;

trasportare l'annegato a riva e stenderlo sulla barca;

iniziare subito la respirazione artificiale con il metodo bocca a bocca;

dopo 15-20 atti di respirazione bocca a bocca, pulire accuratamente il cavo orale dell'annegato ed evacuare l'acqua ingerita nello stomaco e inalata nei polmoni, ruotando la testa del soggetto da un lato e comprimendo torace e addome;

riprendere subito la respirazione artificiale e se l'annegato non presenta segni di vita, ricorrere al massaggio cardiaco esterno in attesa del medico;

nel caso in cui il soggetto si riprenda, togliere i vestiti bagnati, asciugarlo e coprirlo con asciugamani, coperte o altri indumenti;

trasporto del soggetto al più vicino ospedale.

Interventi da evitare:

se non si sa nuotare è inutile esporsi a tentativi di salvataggio;

perdita di tempo rispetto all'inizio della respirazione artificiale.

 

Arresto Cardiaco

Costituisce la situazione di emergenza più drammatica. Il cuore cessa di battere (il più delle volte per infarto) e il sangue smette di circolare. Il soggetto perde conoscenza per mancanza di ossigenazione del cervello e dopo tre -quattro minuti di arresto cardiaco sopravviene il coma irreversibile (morte del cervello). Questo spiega perché la sopravvivenza è legata a immediate pratiche di rianimazione.

Cosa fare

1. Inginocchiarsi vicino al soggetto, all'altezza del suo torace;

2. mettere le proprie mani in mezzo al torace ( sull' osso dello sterno, collocato tra le due mammelle) con il palmo rivolto verso il basso;

3. iniziare a comprimere il torace con movimenti rapidi e sostenuti ( comprimere -rilasciare, comprimere -rilasciare e cosi via), in modo che ad ogni compressione la gabbia toracica si schiacci di qualche centimetro;

4. sollevare le gambe del paziente per favorire l'opera di rianimazione.

 

Asfissia

Si verifica asfissia ogni volta che per qualsiasi causa viene ostacolata la penetrazione dell'aria nelle vie respiratorie o l'ossigenazione del sangue nei polmoni.

Le cause possono essere tante: presenza nell'aria di gas irrespirabili; esaurimento dell'ossigeno in un ambiente chiuso; inalazione di corpi estranei (cibo di traverso, dentiere); annegamento; soffocamento; malattie ( affezioni cardiache, asma, ecc.).

Cosa fare

1. In caso di ostruzione delle vie respiratorie (dentiere, vomito, terra, ecc.); pulire la bocca del soggetto interessato con un fazzoletto; ruotare la testa per favorire la fuoriuscita di liquidi;

2. se l'ambiente è saturo di ossido di carbonio, aprire porte e finestre;

3. se si constata perdita di coscienza, adagiare il paziente su di un fianco e con la testa ruotata lateralmente;

4. procedere alla respirazione artificiale bocca a bocca.

 

Avvelenamenti

I sintomi dell'avvelenamento sono diversi e quindi variano da sostanza a sostanza. Di regola si riconoscono:

i segni di carattere generale: malessere, perdita della coscienza, convulsioni;

sintomi locali: nausea, vomito, diarrea per l'apparato gastro intestinale; difficoltà nella respirazione e tosse tizzosa; ulcerazioni della bocca per le mucose; eruzioni cutanee.

Cosa fare:

è ovvio che in caso di avvelenamento acuto è indispensabile il tempestivo intervento del medico. Comunque:

1. eliminare prima possibile la sostanza velenosa per impedirne l'assorbimento e conseguentemente l'azione tossica in generale;

2. in caso di interessamento dell'apparato cutaneo effettuare abbondanti lavaggi con acqua; questo vale anche per gli occhi;

3. in caso di ingestione di sostanze velenose (alimenti, farmaci, ecc.) stimolare il vomito inserendo due dita in bocca o acqua salata calda o acqua saponata in modica quantità;

4. in caso di inalazione di vapori tossici (acido muriatico, varechina), favorire la respirazione di aria fresca, ricca di ossigeno.

Interventi da evitare:

la somministrazione di un antidoto senza prima aver consultato il medico.

 

Brividi

Sintomatico del brivido è una brusca contrazione dei muscoli accompagnata da febbre alta.

Se il brivido è elevato, il paziente trema vistosamente, batte i denti e accusa una forte sensazione di freddo.

Cosa fare:

1.  mettere il paziente a letto, coprendolo adeguatamente;

2.  somministrare bevande calde;

3.  misurare la febbre e rimanere in attesa del medico.

 

Coliche

La colica è l'insorgenza repentina di un consistente dolore addominale, accompagnato da nausea, vomito, sudorazione e a volte diarrea. Si alternano momenti di forte dolore con pause di attenuazione del male.

Coliche principali:

colica biliare, colica pedicolare, colica renale, colica intestinale.

Cosa fare:

1. mettere il paziente a letto;

2. borsa dell' acqua calda sull'addome; unica controindicazione a questo antico rimedio è la colica appendicolare acuta (in questa il dolore è riferito attorno all'ombelico e quindi si sposta sul lato inferiore dell'addome, a destra).

Interventi da evitare:

1. non somministrare alcun medicinale antispastico prima della visita medica;

2. non somministrare bevande.

 

Collasso

Si manifesta con un improvviso abbassamento della pressione sanguigna con malessere generale e vertigini. Di regola un soggetto che sviene impallidisce di colpo, si ricopre di sudorazione, è freddo, le labbra bianche e bluastre.

Cosa fare:

1. mettere il paziente con la testa bassa;

2. sollevare le gambe in maniera da aumentare il ritorno del sangue al cuore;

3. coprire il malato con asciugamani e coperte.

Interventi da evitare:

1. non trattenere il paziente in piedi o seduto ma metterlo in posizione orizzontale;

2. non somministrare bevande e tanto meno alcool.

 

Contusioni

Si distinguono contusioni superficiali (quelle dei muscoli e sella pelle) e contusioni profonde che interessano organi interni. Nelle contusioni superficiali il trauma determina la rottura dei vasi sanguigni della pelle con formazione di uno stravaso di sangue diffuso (ecchimosi) o localizzato (ematoma).

Lo stravaso di sangue attraverso la pelle è di colore rossastro che si trasforma poi in colore rosso -bluastro, giallognolo per scomparire in una quindicina di giorni.

Cosa fare:

mettere a riposo la parte contusa per qualche giorno;

applicare subito una borsa di ghiaccio sul punto di contusione per diminuire la reazione infiammatoria dei tessuti. Le applicazioni di ghiaccio devono essere contenute entro le prima 12-24 ore dal trauma;

nelle contusioni profonde è indispensabile rivolgersi al medico.

Interventi da evitare:

non massaggiare;

non fare impacchi caldi.

 

Convulsioni

Le convulsioni sono violente contrazioni muscolari che si manifestano improvvisamente (insolazione, crisi epilettiche).

Cosa fare:

1. slacciare gli abiti, il colletto della camicia la cintura, in modo da eliminare ogni costrizione;

2. mettere tra i denti un fazzoletto per evitare che il paziente si morda la lingua;

3. spostare il paziente lontano da spigoli, vetrate, mobili.

Interventi da evitare:

l. non somministrare bevande prima che il paziente abbia ripreso i sensi;

2. non opporsi con violenza ai movimento convulsi del paziente.

 

Crisi di paura

Una brutta notizia o uno spavento possono provocare un malore transitorio (svenimento, collasso); nei malati di cuore sono possibili attacchi cardiaci. La crisi di solito passa spontaneamente.

Cosa fare:

1. distrarre, tranquillizzare il paziente;

2. nell' ipotesi di uno svenimento sdraiare il paziente a terra sollevandogli le gambe;

3. se il paziente avverte forti dolori al petto, sollecitare urgentemente la visita medica.

 

Diarrea

La diarrea è costituita dalla frequente ripetuta evacuazione di feci per cause svariate (riconducibili in particolare ad una irritazione dell'intestino).

Cosa fare:

1. riposo assoluto;

2. nelle prime 24-48 ore bere solo acqua, the con limone, acqua di riso (almeno un litro frazionato );

3. applicare una borsa di acqua calda sopra il ventre;

4. chiedere ovviamente l'intervento del medico.

 

Distorsioni

Le distorsioni si verificano a causa di un brusco movimento violento che pieghi oltre i limiti un'articolazione (solitamente la caviglia, il ginocchio, il dito pollice). I sintomi sono facilmente riconoscibili:

dolore improvviso e violento al momento del trauma; rigonfiamento e sensazione di calore.

Dopo qualche ora dal trauma, il dolore cresce e l'articolazione si blocca.

Cosa fare:

1. applicare subito una borsa di ghiaccio e mantenerla per 5, 6 ore;

2. mettere a riposo l'arto bendandolo con una fascia elastica;

controllo medico per verificare se si tratta di distorsione o vera e propria frattura. Interventi da evitare:

1. durante la fase acuta, riposo a letto, senza cuscini sotto la testa;

2. trascorsi alcuni giorni è possibile alzarsi a patto che il collo sia immobilizzato da collare ortopedico.

 

Emorragie

Si tratta di fuoriuscire di sangue (arterie, capillari, vene). Si conoscono le seguenti emorragie: emorragie esterne (la perdita di sangue è evidente); emorragie interne (non si riscontra sanguinamento visibile); emorragie nei tessuti (quando il sangue si raccoglie o diffonde sotto la pelle, come nel sangue di ematoma).

Cosa fare:

1. se il sangue proviene da sotto i vestiti del paziente, scoprire a nudo la regione colpita;

2. con fazzoletto pulito premere il punto sanguinante in modo continuo e duraturo;

3. se il paziente avverte malessere o sta per svenire, distenderlo a terra, sollevare leggermente le gambe;

4. applicare una borsa di ghiaccio sulla ferita dopo che questa sia stata ben fasciata;

5. nel caso che la compressione a mano non sia sufficiente a bloccare la fuoriuscita di sangue, potrà essere applicato il laccio emostatico (il laccio si applica soltanto agli altri e va messo alla radice degli stessi).

 

Emorragia dal naso

E' dovuta alla rottura di piccole vene all'interno del naso; la causa può essere raffreddore, insolazione, traumi.

Cosa fare:

1. non agitarsi per la fuoriuscita del sangue;

2. mantenere una posizione eretta con la testa piegata in avanti per consentire al sangue di fuoriuscire all'esterno;

3. comprimere le narici tra pollice e indice per alcuni minuti;

4. mettere sulla fronte una borsa di ghiaccio;

5. se il paziente soffre di pressione arteriosa alta, far fuoriuscire il sangue senza preoccupazioni.

Interventi da evitare:

1. non piegare la testa all'indietro;

2. non mettere entro la narice sanguinante cotone emostatico.

 

Emorragia dalla bocca

Può provenire dalla bocca, dai polmoni, dalle gengive. Cosa fare:

1. in attesa del medico, applicare una borsa di ghiaccio sullo stomaco e sul torace;

2. fare sedere il paziente con cuscini dietro le spalle.

Interventi da evitare:

1. non somministrare bevande.

 

Ferite

Particolari ferite sono quelle provocate da strumenti aguzzi, quali chiodi, spilli, schegge.

Qualsiasi ferita dà luogo ad una immediata fuoriuscita di sangue per lacerazione dei vasi sanguigni del tessuto lesionato.

Cosa fare:

1. scoprire la regione ferita;

2. se la ferita si è prodotta da poco tempo, sopprimerla con un fazzoletto o garza;

3. coprire la ferita con una garza imbevuta di soluzione antisettica;

4. trasportare il paziente al pronto soccorso.

Interventi da evitare:

1. non usare cotone emostatico per far cessare il sanguinamento;

2. non strofinare la ferita con energia;

3. non toccare la ferita con le mani sporche;

4. è sempre indicata la sieroprofilassi antitetanica a meno che non si tratti di soggetto vaccinato contro il tetano.

 

Frattura

Si tratta della rottura di un osso determinata da cadute, notevoli distorsioni e si riconosce dai seguenti sintomi: dolore improvviso, assoluta impossibilità di compiere i movimenti abituali con l'altro colpito, tumefazione per travaso di sangue.

Cosa fare:

1. nel caso di fratture delle gambe, del bacino o delle vertebre, è consigliabile una posizione del paziente orizzontale;

2. immobilizzare la ragione fratturata;

3. per le fratture dell'arto superiore, l'arto deve essere mantenuto aderente al torace con il gomito fleso ad angolo retto attraverso bendaggio e sospensione al collo. Per le fratture dell' arto inferiore, è quasi sempre indispensabile la "steccatura" con due manici di scopa o tavolette di legno.

 

Lombalgia

Si manifesta con un forte dolore nella parte bassa della schiena dovuto di regola a processi artrofici o ad ernie del disco.

Cosa fare:

1. risposo a letto sopra un materasso rigido;

2. farmaci antinfiammatori solo su prescrizione medica;

3. se disponibile, indossare un busto ortopedico.

 

Morsi di cane

La gravità della ferita è in relazione al fatto che i denti lacerano strappando la carne e infettando la lesione.

Cosa fare:

1. lavare la ferita con acqua e sapone;

2. l'intervento del medico anche per la profilassi antitetanica e antirabbica.

 

Morsi di vipera

Ad esclusione della Sardegna, le vipere possono trovarsi ovunque, perfino nei centri abitati.

Cosa fare:

1. accertarsi in fretta se il morso ha leso la pelle;

2. il soccorso va prestato con rapidità, specie se i morsi interessano la testa o il collo;

3. far distendere il paziente invitandolo a stare tranquillo per non favorire la immissione in circolo del veleno;

4. spremere tra le dita la regione morsicata o meglio succhiando il sangue e sputando quanto estratto;

5. stringere con un laccio emostatico venti centimetri sopra il punto di morsicatura; ogni venti minuti il laccio deve essere spostato verso l'alto di pochi centimetri;

6. applicare ghiaccio o panni freddi sulla ferita e medicare con acqua ossigenata;

7. se il soccorritore dispone di siero antivipera, iniettare metà del contenuto in tre o quattro punti attorno alla ferita;

8. sono consentite bevande e caffè;

9. trasportare velocemente il paziente in ospedale.

Interventi da evitare:

1. non usare alcool;

2. non somministrare alcolici.

 

Strappi muscolari

Sono determinati da movimenti bruschi o sforzi intensi.

Cosa fare:

1. applicare sul muscolo una borsa di ghiaccio;

2. mettere a risposto la regione interessata. Se si tratta di una gamba, il paziente dovrà stare a letto con la gamba appoggiata su due cuscini.

Interventi da evitare:

1. non si deve massaggiare il muscolo dolente;

2. non applicare borsa di acqua calda.

 

Ustioni

Possono essere di primo grado (quelle più lievi), secondo grado e terzo grado (queste sono caratterizzate dalla morte del tessuto).

Cosa fare:

1. raffreddare la superficie ustionata (il mezzo più efficace è quello di mettere la parte sotto la cannella dell' acqua);

2. avvolgere con panni puliti le parti ustionate e portare il paziente in ospedale.

Interventi da evitare:

1. non applicare sull'ustione rimedi empirici (olio, farina, ecc);

2. non cercare di rimuovere pezzi di stoffa bruciata rimasti attaccati al corpo, a meno che non si tratti di abiti impregnati di agenti chimici.

 

 

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